La Città di Pescia
Stemma di Pescia

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La città di Pescia sorge in fondo ad una valle, a far da cerniera tra colline e pianure: coperte quelle di oliveti curati come giardini, aperta questa a meridione verso l'Arno ed il mare. Il fiume, insieme, la unisce e la divide, lasciando a destra ed a sinistra due nuclei distinti, col ponte del Duomo che da sempre ne fa un solo centro.
L'olivo è l'elemento che di essa anzitutto colpisce: il suo argento degrada dalla vette dei colli fin dentro i giardini delle case, a testimoniare uno stretto legame fra campagna e città, fra dove si produce e dove si consuma la ricchezza. Oggi agli olivi si accompagnano le serre dei fiori, fonte primaria della moderna economia cittadina, che appaiono più verso il piano, spesso incastonate fra le case.

Pescia

La città prese il nome dal fiume, storpiando alla latina una parola longobarda, che appunto voleva dire fiume, ed al tempo dei Longobardi risalgono le testimonianze più antiche di un abitato.A sinistra del fiume le case circondarono la Pieve , ora Cattedrale, che costituì il fulcro dello sviluppo urbano; sulla riva opposta ,un castello, un mercato e una corte feudale stimolarono la

disposizione delle case in lunghe file parallele alla corrente. Un ponte fortificato assicurò la congiunzione tra le due anime cittadine.Pescia fu città del tredicesimo secolo, inserita saldamente nell'area di influenza di Lucca. Gravemente danneggiata nel 1281 dal potente vicino, cui intendeva ribellarsi, si legò a Firenze nel 1339, dopo che fu chiaro il successo dell'espansione fiorentina in Valdinievole.

Firenze fu sempre grata della fedeltà dei Pesciatini e lì ricompensò favorendo in ogni modo il loro sviluppo. Pescia deve a Leone X, Papa della Famiglia dei Medici, l'erezione nel 1519 della sua Pieve in Propositura, finalmente autonoma nei confronti dei Vescovi Lucchesi; deve sempre ai Medici l'impulso iniziale ad uno sviluppo economico straordinario, iniziato nel corso del sedicesimo

Pescia

secolo e protrattosi in pratica sino al diciannovesimo, fondato sullo sfruttamento delle risorse agricole, integrato con l'impiego dell'altra straordinaria risorsa costituita dal fiume e dalle sue acque.Sorsero prima setifici e cartiere, poi concerie e ferriere, assieme a mulini e frantoi, tutti mossi dall'energia dell'acqua in caduta; un acqua leggera e purissima, che garantiva alle industrie la bontà del prodotto.
Città ricca, Pescia pretese allora ed ottenne nel 1699 il titolo di "Città", nel 1726 il passaggio a Diocesi.
La prosperità di Pescia "industriale" durò sino all'unità d'Italia. Allora iniziò un lento declino, dovuto al cambiamento dei mercati ed alla concorrenza delle industrie straniere. Pescia reagì allora tornando alle sue origini agricole; le colture specializzate furono la sua salvezza prima la vite e l'olivo, poi il fiore.
Oggi Pescia fonda la sua economia sui vivai di olivi, di agrumi, di piante da appartamento e sulla produzione dei fiori recisi, che esporta con successo in tutto il mondo.

Pescia

In Valdinievole, a 55 chilometri da Firenze e 18 da Lucca. I tesori di Pescia: da Porta Fiorentina al Convento di Colleviti in un itinerario che scopre chiese antichissime, palazzi, pregevoli musei, un bellissimo teatro, la piazza, stradine ed angoli straordinari.
L'incanto di Collodi, la culla del burattino più famoso del mondo, dal magico borgo a Villa Garzoni con lo splendido giardino barocco.

Il Parco di Pinocchio, il regno della fantasia, un viaggio nella fiaba di grande suggestione. Il verde della Svizzera Pesciatina con le dieci "castella" immerse nei boschi secolari. Le splendide colline di olivi.
I fiori, il cuore di un'attività economica che vede nel Centro di commercializzazione la più grande concentrazione della produzione dell'Italia centro-meridionale. La Biennale del fiore. Il Palio dei Rioni.

Non possiamo parlare di Pescia senza sottolineare l'importanza della sua attività preponderante: la produzione florovivaistica.
La coltivazione "industriale" dei fiori ebbe inizio intorno al 1920 estendendosi dapprima lentamente, poi sempre più rapidamente fino ad interessare oggi l'intero comprensorio che va da Pistoia alla Versilia e che sviluppa un fronte di circa 70 km. Dagli ultimi dati statistici risulta che il vivaismo si estende a circa 1500 aziende e che la dinamicità del settore è in continua evoluzione.

Collodi

Esiste infatti una tenace volontà da parte degli imprenditori di migliorare qualitativamente sia la produzione che la commercializzazione.
Il nuovo centro di commercializzazione dei fiori dell'Italia centrale "COMICENT", aperto nel dicembre 1988, è preparato a tutto questo, forte del livello qualitativo medio-alto della merce commercializzata e della serietà sia degli operatori di mercato sia dei produttori. Il mercato di Pescia tratta ogni anno circa 150 milioni di garofani, 30 milioni di gladioli, 30 milioni di rose, 60 milioni di crisantemi, 25 milioni di gerbere, 8 milioni di tulipani, 40 milioni di lilium, oltre a milioni di altre qualità di fiori per un valore che si aggira sui 270 miliardi di lire, con un incremento dell'11,35% rispetto al 1992 (relazione COMICENT 1993).
Dunque lo sviluppo della "Valle dei Fiori" - così viene chiamato il comprensorio della produzione floricola - diviene centrale per le provincie interessate, mentre l'area di esportazione si va sempre più allargando verso tutta l'Europa.
Nel 1953, come occasione promozionale del florovivaismo, è nata la Biennale del Fiore, che è diventata nei suoi 40 anni di vita, l'appuntamento biennale più qualificato e di maggiore importanza nazionale ed internazionale per tutto il settore. La Biennale del Fiore ha sempre cercato di proporre al pubblico degli utilizzatori innovazioni di prodotti insieme ad una "linea italiana" di utilizzazione di piante e fiori recisi. Pescia, ed il suo hinterland, offrono al florovivaismo un insieme di servizi fra i più qualificati d'Europa: vi si trovano, oltre al Centro di Commercializzazione ed alla Biennale del Fiore, due Istituti di Ricerca, una Scuola Tecnica specializzata, numerose aziende di commercializzazione di fiori e piante ed industrie - grandi e piccole - di componentistica per tutto il comparto.
Oltre alla produzione ed alla commercializzazione del fiore reciso, che come si diceva sopra è andata sempre più espandendosi, ciò che veramente caratterizza l'agricoltura pesciatina è l'olivicoltura. L'allevamento degli olivi - basato sul sistema dell'innesto - è l'attività che contribuisce a far conoscere Pescia in tutto il bacino del Mediterraneo. I vivai di Pescia non trovano riscontro in nessun altro Paese olivicolo. Ben noti ed apprezzati, fra gli ortaggi, i famosi "asparagi giganti di Pescia" ed i saporosi "fagioli di Sorana" che si possono trovare sulle tavole dei più famosi ristoranti d'Italia.

 

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Aggiornato il 06-05-02.