...Un po' di storia...

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Un episodio liberty a Pescia

Sulla piazza principale di Pescia,intitolata a Vittorio Emanuele, sorge il cinquecentesco palazzo dei Della Barba, all'interno del quale, più di cento anni fa, era attiva la fabbrica

di pane e pasta "Luigi Giaccai". L'unica parte ancora funzionante di essa è il punto vendita, attrezzata e ben fornita panetteria e pasticceria, gestita dalla "Famiglia Temperani".Gli altri locali sono abbandonati, salvo l'appartamento dove oggi vivono la moglie e il figlio dell'ultimo proprietario della ditta: Luigi Giaccai, nipote ed omonimo del fondatore. Altri ambienti del palazzo sono stati venduti per uffici e negozi, quelli rimasti alla famiglia sono vuoti e ormai quasi in rovina: i piccioni vi hanno fatto il nido e vi vivono indisturbati. Le uniche stanze ancora arredate, anche se disabitate, sono quelle del vecchio ufficio della fabbrica.
Tutto è incredibilmente rimasto immobile dopo la morte di Luigi Giaccai, avvenuta circa dieci anni fa, perfino i calendari ancora appesi alle pareti sono rimasti fermi a quella data. Dopo tanta attività, l'unica cosa che queste stanze ancora comunicano è il ricordo immobile di una vita trascorsa. Moglie e figlio hanno lasciato che tutto si fermasse.

L'attività di Luigi Giaccai senior (nato nella prima metà dell'Ottocento) cominciò in una bottega sul lato sinistro del fiume Pescia, probabilmente nel 1864. Ingranditosi questo primo esercizio, Giaccai nel 1885 comprò alcuni locali (comprendenti anche una bottega) del palazzo Della Barba e quindi vi si trasferì.
La fabbrica non nacque immediatamente, ma piano piano nel corso di circa trent'anni; la sua struttura non è regolare, non seguì un progetto preciso e prestabilito.

Panificio nel 1864
Il negozio (1864)

Consultando i registri-partita dell'Archivio di Stato di Pescia siamo riusciti a ricostruire in parte la nascita ed il progressivo ampliamento della fabbrica.

Nel 1885 Luigi Giaccai compra da Cesare Di Piramo tre "particelle" del palazzo Della Barba; nel 1890 ad una revisione generale del Catasto risulta che le "particelle" di L.Giaccai sono sempre le stesse, ma con un imponibile più alto, forse in seguito a migliorie apportate. Nel 1902 il palazzo viene elevato di un piano. Nel 1914 Luigi Giaccai compra altre "particelle". Dai registri risulta anche l'esistenza di un frantoio e di un mulino ad acqua, usato probabilmente per far funzionare le vecchie macine. Nel 1921 si parla di un pastificio a forza idraulica ed elettrica. Luigi Giaccai, che doveva essere un uomo al passo coi tempi ed intuiva l'importanza delle nuove invenzioni, fu uno dei primi a far installare in casa propria il telefono (aveva il numero 2), ed il primo ad utilizzare l'energia elettrica per far funzionare le macchine della fabbrica.
Nel 1930 i vani erano trentadue. Così, verso il terzo decennio del Novecento, si determinò l'aspetto definitivo della fabbrica, all'interno della quale lavoravano dalle ventidue alle trenta persone addette alla produzione ed alla vendita di olio, pane e pasta. La produzione non era destinata soltanto a Pescia, bensì smerciata all'ingrosso per mezza Toscana: a Livorno, Pisa, Firenze, Piombino e, soprattutto, nelle province di Pistoia e Lucca. Alcune ordinazioni provenivano anche da altre città d'Italia: Parma, Ferrara, Palermo; altre addirittura dall'estero. Si trattava in questo caso di italiani emigrati desiderosi di gustare ancora prodotti "nostrali".

Panificio oggi
Il negozio (1999)

L'attività venne tramandata di padre in figlio fino a Luigi Giaccai junior, che circa vent'anni fa chiuse la fabbrica. Nel secondo dopoguerra la concorrenza era molto cresciuta; l'ultimo Giaccai non seppe aggiornare tempestivamente le strutture dell'azienda, che così non resse il confronto con i macchinari più avanzati di altri panifici. Dopo la chiusura della fabbrica rimasero attivi solo il negozio, che non vendeva più merci di produzione propria; ma il frantoio, nonostante la crisi del settore, rimase aperto fino alla morte del frantoiano, avvenuta intorno al 1980.

Nel 1905 Luigi Giaccai senior commissionò alla ditta pesciatina Michelotti-Sari il mobilio per il rinnovamento del negozio e dell'ufficio. La decisione fu presa probabilmente in conseguenza al progetto del 1902 di costruire la tramvia Lucca-Monsummano Terme che, attraversando Pescia, avrebbe sicuramente portato in città un maggior afflusso di persone. Inoltre, nel 1904, erano cominciati i lavori di restauro del teatro Pacini, occasione per le famiglie benestanti di Pescia di ristrutturare e decorare alla moda le proprie abitazioni.
Quanto allo stile scelto per il nuovo arredo del negozio Giaccai, va ricordato che all'indomani dell'Esposizione Internazionale di Torino del 1902 (nel corso della quale vennero presentati i prodotti Art Nouveau di tutta Europa) il Liberty che fino ad allora aveva avuto una diffusione limitata, cominciò ad assumere un carattere quasi ufficiale, che gli permise di diffondersi anche negli ambienti più periferici. Quanto ai Michelotti, sappiamo che Nicola aveva collaborato con i Coppedè ed altri architetti come Annibale Rigatti di Torino e l'ingegnere Predasso di Nervi; aveva dunque avuto l'opportunità di viaggiare ed ampliare le proprie conoscenze, e forse aveva visitato l'Esposizione di Torino, entrando così in contatto diretto con il Liberty internazionale.

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Aggiornato il 14-11-01.